Canzone del mese: "The End of the Innocence" di Don Henley
Ottobre è stato un mese di forte volatilità: gli investitori hanno dovuto fare i conti con gli alti rendimenti obbligazionari, le tensioni geopolitiche e l'incertezza sulla tenuta del rally azionario trainato dall'intelligenza artificiale. I titoli azionari a livello globale mondiali hanno avuto un andamento contrastato. In Svizzera i settori difensivi hanno messo a segno forti rialzi, mentre la maggior parte dei principali mercati è finita sotto pressione. I mercati obbligazionari si sono indeboliti: l'attesa di tassi alti ancora a lungo ha mantenuto elevati i rendimenti dei titoli di Stato nelle economie sviluppate. Nel frattempo, i prezzi del petrolio si sono impennati per i timori sulle forniture dal Medio Oriente, il franco svizzero si è rafforzato grazie alla domanda di beni rifugio e il Bitcoin è sceso per il calo della propensione al rischio.
La solidità degli utili aziendali ha offerto un certo sostegno, ma le condizioni finanziarie più restrittive sono rimaste un forte ostacolo per i mercati finanziari. Il ritorno dei tassi d'interesse costringe l'Europa a confrontarsi con una dura realtà: il debito non resta gratuito per sempre. Lo cantava già Don Henley nel 1989: «The End of the Innocence».
Buona lettura.
Indice
I punti chiave:
Tassi d'interesse USA a 10 anni intorno al 4.94%
Tassi d'interesse francesi a 10 anni intorno al 4.97%
SMI in rialzo del 7.1%
Prezzo del petrolio a 118 USD (Brent)
EUR/CHF in calo del 2.8%
Cosa è successo con le azioni
A ottobre i mercati azionari mondiali sono scesi, complici un'ampia rotazione in uscita dai titoli legati all'IA e i timori per gli alti rendimenti obbligazionari. L'S&P 500 ha perso lo 0.9% nel mese. Il CAC 40 ha guadagnato appena lo 0.1%, nonostante le preoccupazioni per i conti pubblici, i disordini sociali in Francia e l'aumento dei rendimenti dei titoli di Stato. In Svizzera lo SMI è salito del 7.1%, facendo nettamente meglio della maggior parte dei principali indici azionari. A trainare il rialzo sono stati i titoli difensivi della sanità e dei beni di prima necessità, in particolare Novartis, Roche e Nestlé, con gli investitori in cerca di riparo dagli alti rendimenti obbligazionari e dall'incertezza sul tema IA.
Cosa è successo con le obbligazioni
A ottobre i mercati obbligazionari si sono indeboliti: nei principali mercati sviluppati i rendimenti dei titoli di Stato sono rimasti elevati, segno che ci si attende tassi d'interesse alti più a lungo. Negli Stati Uniti il tasso a 10 anni ha chiuso il mese al 4.94%, mentre gli investitori riconsideravano le prospettive dei tassi d'interesse. I titoli sovrani europei sono finiti sotto pressione per i persistenti timori legati all'inflazione e per le condizioni finanziarie più restrittive. In Francia i timori sui conti pubblici e i disordini sociali hanno spinto il rendimento del titolo di Stato a 10 anni al 4.97%. Ciò ha ampliato lo spread rispetto al Bund tedesco (3.38%) e ha evidenziato le preoccupazioni degli investitori sull'evoluzione del bilancio del Paese. Sebbene i fondamentali delle obbligazioni societarie siano rimasti complessivamente solidi, gli investitori hanno privilegiato sempre più gli emittenti di migliore qualità creditizia, in un contesto di maggiore incertezza sui mercati.
Cosa è successo con le materie prime, le valute e gli asset digitali
II prezzi del petrolio sono saliti con forza (+13.6%) a ottobre, poiché l'escalation delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente ha accresciuto le preoccupazioni sull'offerta globale. Il Brent ha raggiunto i 118 USD al barile, spinto dai timori di interruzioni delle principali rotte di esportazione e delle infrastrutture energetiche. Il calo delle scorte globali è un ulteriore segnale di un mercato sempre più teso. La persistente incertezza sull'offerta ha mantenuto una pressione al rialzo sui prezzi.
L'EUR/CHF è sceso del 2.8% poiché gli investitori hanno cercato la sicurezza del franco svizzero a fronte dell'accresciuta incertezza geopolitica e della maggiore avversione al rischio.
Il Bitcoin ha perso oltre il 7% nel corso del mese: la minore propensione al rischio e le prese di beneficio hanno raffreddato l'interesse degli investitori. Nonostante le attese di un rally stagionale, il cosiddetto «Uptober», la criptovaluta ha faticato a trovare slancio, frenata dall'incertezza generale sui mercati e da condizioni finanziarie più restrittive.
Itshak Banon
Responsabile della strategia d'investimento

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